laura's profileRacconti di LauraPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Racconti di LauraAlla fine ogni pensiero dipende dall'amore o dalla paura. Pensieri, idee, concetti, comprensioni, decisioni, scelte e azioni. Ma in verità esiste soltanto l'Amore. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Paesaggi dello Spirito
|
June 22 Prima o poi... dovevo tornare...Ciao a tutti i miei amici…. E anche a coloro che, miei amici,non sono ancora… Bene. Finalmente torno a scrivere sul blog. Mi era venuta “la sindrome da pagina bianca” che colpisce, ogni tanto, gli scrittori. Nota bene, non che io sia uno “scrittore” ma, sai com’è, capita. Era da parecchio tempo che non tornavo in questo mio “angolino virtuale” e forse era giunto il momento di rompere gli indugi. Per chi si sintonizzasse solo adesso sulle “mie frequenze” farò un breve riepilogo di aggiornamento. Tra aprile e maggio ho frequentato un divertente corso di scrittura creativa che ha avuto come esito … UN LIBRO. Un libro vero, un romanzo scritto collettivamente che uscirà in settembre e che s’intitola POCHI SILENZI. Fantastica esperienza che mi ha dato moltissimo ma che, al contempo, ha incrinato molte sicurezze . Malgrado l’ambientazione, in un “convento” di monache agostiniane, si tratta di una lettura piacevole, adatta anche come “passatempo vacanziero”. Le cose notevoli sono state: 1) La conduttrice del corso, la scrittrice Anna Tava, simpaticissima e brava, capace di ascoltare, guidare e amalgamare insieme tutte le voci del coro; 2) Il gruppo, che dopo un "calo fisiologico" all'inizio, si è stabilizzato e compattato dentro un obiettivo ben individuato e preciso, anche se ambizioso, 3) mio marito, che ha frequentato questo corso con me così, sotto mentite spoglie, i nostri due personaggi si sono comunque incontrati; Il prodotto finale, grazie anche e soprattutto alla scrittrice che ha condotto i lavori, ANNA TAVA, è risultato molto ben amalgamato e vario. Una volta tracciate le linee guida, ognuno dei corsisti ha dato vita a uno o più personaggi, con storie personali intrecciate nel punto convergente del convento. Per rendere più credibile il tutto, ci siamo ispirati a un ex convento, facilmente visitabile, di cui ho già messo le foto. Naturalmente “le vittime” prescelte per la diffusione di questo libro di tutti noi novelli romanzieri sono parenti e amici, che lo riceveranno come dono penitenziale per Natale. Poiché non posso dare anticipazioni su questo ennesimo best-seller (che sarà comunque possibile acquistare anche on-line,)mi limito a dire che si tratta di un libro di oltre 300 pagine, che la mia protagonista si chiama Ada ed è una docente universitaria prossima alla pensione, mentre quello di mio marito è un prete di nome Franco. Veramente molto simpatico è il gatto Refolo, che racconta gli ospiti del convento-albergo, unici tutti gli altri, da Suor Amedea a Elisa, dal tedesco Jorge a Luigi, Eleonora, Ernesta, Giovanni, Oriella con il bonsai Jasmine, e poi Rosa, Stefania e Valentina… il ragazzo del bosco… C’è veramente un bell’assortimento di personaggi e di storie in questo romanzo che dura quanto il tempo di una breve vacanza: una settimana. Fra un po’ di tempo, magari pubblicherò qui, a puntate, la parte che mi riguarda… e darò un breve resoconto del gradimento ottenuto tra …le cavie letterarie. Si lo ammetto: la parola cavia è brutta, ma il privilegio di leggere in anteprima un libro rarissimo (penso che non stamperemo più di 2-300 copie in tutto) non può che essere riservato a “pochi eletti”. Dato che, anche noi che lo abbiamo scritto, questo libro, siamo rimasti piacevolmente sorpresi del risultato, non è escluso che qualcuno decida di mettersi in “proprio” per qualcosa di individuale. Io ho scoperto di non essere molto “coraggiosa”, in questo senso. Ho lacune spaventose, e forse “lo studio matto e disperatissimo” fatto finora ha fatto ammalare gravemente la mia “voglia di giocare con le parole”. Per me scrivere è sempre stata una cosa seria, e io ho un approccio abbastanza difficile con la narrativa da “diporto”. Vedremo. Per il momento scelgo voi, miei cari amici, come lettori privilegiati: la letteratura è solo un modo, tra gli altri , per comunicare. Un abbraccio a tutti, allora, e a presto… Chissà cosa scriverò, adesso… May 06 Basterebbe tendere la manoCiao a tutti i miei visitatori … A tutti coloro che, nel tempo, hanno saputo penetrare dolcemente nel mio cuore, nei miei pensieri … Rifletto molto spesso sulle questioni legate all’Amore e alla spiritualità. Al mattino poi, questa “attività” mi riesce particolarmente bene. Stamattina, dicevo, mentre ero ancora a letto a coccolare la mia dolce Metà, che oggi compie gli anni (Auguri Amore mio!!!!!!!!! –n.d.a.), parlavo con lui proprio di questo. Gli spiegavo come vorrei davvero essere capace di trasmettere a tutti, con le parole adatte a ciascuno quello che sento e provo. Per dividerlo con gli altri, per disseminare ovunque questa meravigliosa realtà: Che tutti siamo amati, che solo amando disinteressatamente, troveremo altrettanto Amore sulla strada della Vita che stiamo percorrendo. C’è in verità una questione che mi tormenta. Ho letto da qualche parte, credo nel Vangelo, che non c’è salvezza al di fuori di Cristo. Per tutti i nati prima di Cristo il problema non sussiste, perché sarà comunque Dio a giudicarli. Lo stesso si può dire per coloro che, anche dopo la venuta di Cristo, non lo hanno conosciuto e quindi non ne conoscono l’esistenza. Ma per tutti gli altri? Intendo proprio tutti. Gli appartenenti alle altre confessioni religiose, gli atei e gli agnostici? Parlo del Giudizio Universale intendo, di quella separazione netta tra la farina e la pula. Chi ha letto alcuni miei interventi precedenti ha ben chiaro che non stiamo parlando di una semplice distinzione tra buoni dal mandare in Paradiso e cattivi da mandare all’Inferno. Non si può ridurre a giudizio umano ciò che spetta solo a Dio. Noi sappiamo che Dio è carità e che la Carità è Amore. Significa semplicemente che se noi viviamo secondo Carità possiamo già in questo mondo godere dei privilegi e delle gioie del Paradiso. Fare la volontà di Dio, mettersi a sua disposizione, accettare che Lui operi in noi ci fa sperimentare già in questa vita le meraviglie promesse da Gesù. La domanda cruciale allora è: Come mai, se per me è così facile pormi in sintonia con Dio, sperimentarne la grandiosità, viverne e goderne le meraviglie, gli altri non ci riescono? Mio marito mi ha risposto così. Un uomo cammina per la strada. Ad un tratto vede una pietra per terra, la raccoglie, la tiene un po’ tra le mani, ci gioca e poi la butta via. Un altro uomo passa da lì, vede la stessa pietra, la raccoglie e esclama: “Questa pietra è bellissima, meravigliosa. È il tesoro che stavo cercando.” La pulisce con cura e la tiene come la cosa più preziosa che ha. Quando non saremo più di questo mondo e avremo comunque l’intelligenza e la ragione ma potremo vedere le cose per ciò che sono veramente, nella loro vera essenza; chi aveva buttato via la pietra vedrà ciò che ha fatto e non potrà che rimpiangere l’errore commesso. Il dolore più grande deriverà proprio dalla consapevolezza che la mancata salvazione non sarà a causa del giudizio di Dio, ma dalla propria volontaria scelta di allontanarsi da Lui. Che sarebbe bastato tendere la mano per trovare quella di Dio. E non l’ha fatto. La vera pena, la sofferenza, il dolore dell’Anima deriveranno dall’accettazione eterna di Dio per questo suo eterno “volontario allontanamento”.
Non ho trovato nessuna parola con cui rispondergli. Ma ancora, questo pensiero mi fa star male. April 10 CHIUSO PER LUTTO.CHIUSO PER LUTTO
L'eterno riposo
dona loro Signore
risplenda ad essi
la Luce perpetua
riposino in pace.
Amen
In memoria delle vittime del terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009 sepolte oggi.
Anche quando la Speranza è più difficile Gesù unisce la sua Croce alle nostre:
perchè la nostra umanità è anche la sua, perchè nel dolore e nella sofferenza aspiriamo con Lui alle glorie del Paradiso.
In Dio, la forza di riprendere il cammino. April 09 Un'esperienza nuova della propria umanità. (4)Ciao a tutti e affettuosissimi auguri di Buona Pasqua.
Concludo con questo intervento la lunga meditazione sulla Santa Pasqua del Signore di Don Giussani.
Scopo? Dare un vero senso di rinascita a questa ricorrenza ma soprattutto aiutare me stessa a rinascere donna nuova, creatura integra e felice.
Mi sarebbe tanto piaciuto condividerla con tutti voi, soprattutto con coloro che, troppo spesso, sento piegati, sfiduciati, vinti.
Talvolta mi pare di essere una delle poche persone che hanno trovato la chiave d'oro della felicità (o almeno il sentiero che pare segreto, che vi conduce). Ma il segreto è che... non ci sono chiavi d'oro né sentieri. Solo Cristo.
Tuttavia queste riflessioni restano qui, ad uso e consumo di qualcuno oltre me che, in una sera un pò triste, in un momento buio della vita cerchi risposte che è convinto non esistano, carezze che pare nessuno possa dargli, una speranza che invece è lì, davanti e che basta afferrare, come un salvagente.
Non so come trasmettere meglio questo messaggio... come condividerlo.
Semplicemente cerco di amare. Proprio così, semplicemente.
Un’esperienza nuova della propria umanità (4) Nel cuore di ognuno risplende una luce eterna: è l’esigenza d'infinito con la quale deve confrontarsi la nostra finitezza, continuamente insoddisfatta, quando, vista almeno una volta, sola e sempre s'accende d’amore. Se poi, qualcos’altro ci attrae, non è che un’immagine, un segno mal interpretato di questo amore primigenio. Dentro ad ogni cosa c’è un punto di fuga quindi, per cui essa è in rapporto con l’infinito. La prendi, la possiedi (o credi di possederla) eccetto nel punto in cui essa diventa veramente se stessa, cioè fino al punto in cui quella luce d’infinito ti attrae, ti attira. E, quella luce d’infinito è la verità delle cose che risplende. Tutto consiste in Cristo. Quest’uomo risorto è il grido con cui il Mistero eterno della Trinità grida a tutto l’universo, a tutto il mondo, a tutta la storia che quell’uomo, il Verbo fatto carne, è ciò di cui tutto è costituito. Se tutto è costituito di Lui, vogliamo strappare persone e cose, tempo, spazio e progetto, da ciò di cui sono costituiti? Dio, grande e misericordioso, in Gesù risorto riporta l’umanità alla speranza eterna. Ogni cosa ha un punto di fuga verso l’infinito, verso l’eterno, ed è quello che attira, perché è sulla misura del cuore. Se non riusciamo a stabilire dei rapporti con le persone e con le cose senza una speranza eterna, li perdiamo: avendoli li perdiamo, stringendoli li sciupiamo. È il dono della fede che illumina le tenebre della notte; è la verità che appare agli angeli di Dio, al cuore di un bambino, al povero di spirito. Là, dov’è la vera gioia, si fissi lo sguardo dei nostri cuori. Si tratta di affermare l’intelligenza del vero, di amare la verità dell’affezione, che è resa possibile soltanto riconoscendo e immergendoci nel Mistero di Cristo. La Risurrezione è stata di certo un fatto nuovo e originale per Lui (come sarà per noi) perché lo ha sottratto alla forma naturale dell’esperienza; quando Gesù è risorto ha fatto un’esperienza nuova della sua umanità. Fino a che punto è comprensibile la straordinarietà di questo? Questo “essere sottratti alla forma naturale dell’esperienza” rende vero anche il nostro rapporto con Lui, tra noi con le cose, con il tutto. È la forma vera dell’esperienza vera, eterna, perché ciò che è vero è eterno. La Risurrezione è un fatto nuovo e originale che ha sottratto Gesù alla forma naturale dell’esperienza; è un rapporto con un distacco dentro, che è verità del presente dove il punto di fuga non è evitato occluso, eliminato. L’essere sottratto alla forma naturale dell’esperienza, nell’esperienza di Cristo risorto, continua nella storia, nella storia dell’uomo, come verginità: il punto di fuga ancora vibrante, ferito, spalancato in attesa, in corsa, in supplica e in domanda dell’Eterno. Tuttavia, attenzione, la resurrezione ha sottratto Cristo alla forma naturale dell’esperienza LASCIANDOLO ANCORA PIÙ PROFONDAMENTE NELLA NOSTRA STORIA – con noi fino alla fine del mondo. Il Risorto appartiene al mondo celeste (che non è un luogo astratto chissà dove che ci sovrasta) ma che è LA VERITÀ DI QUESTO MONDO, LA VERITÀ DI TE AI MIEI OCCHI, ALLA MIA INTELLIGENZA E AL MIO CUORE. La Resurrezione e la signoria di Cristo sono fatti nuovi e originali: per i discepoli e per noi. In virtù di questo è possibile vedere Gesù stesso e il mondo in una luce rinnovata, scoperti nella loro vera identità cui è più facile aderire senza ondeggiamenti. Ma c’è qualcosa di più straordinario. L’esperienza fatta da Gesù con la Risurrezione, l’essere stato sottratto alla forma naturale dell’esperienza implica una cosa affascinante comprensibile se inquadrata nelle categorie di spazio e tempo. Infatti, se spazio e tempo permettono l’espressione dello spirito e della coscienza diventando esperienza visibile, tangibile e udibile, cioè se sono strumenti espressivi che consentono alla coscienza di realizzarsi nella storia, sono al contempo dei limiti, perché non consentono altre realizzazioni di me al di fuori di “quello spazio” e di “quel tempo”. La forma nuova dell’esperienza che Cristo risorto, come uomo ha provato, vissuto e vive è che EGLI VIVE, VIVE FINO ALLA FINE DEI SECOLI dove spazio e tempo non sono più un limite ma solo fattori espressivi. Per questo egli può essere qui e in ogni altro luogo adesso e in ogni altro tempo. Questo sarà di noi alla fine del mondo, dove tutto sarà espressione, strumento espressivo, realizzazione completa. Allora, se noi partecipiamo all’esperienza nuova di Cristo che, risorto da morte vive, noi partecipiamo inizialmente, “incoativamente” di questa sua signoria sul tempo e sullo spazio. E questo esalta la nostra vocazione alla verginità. Nella verginalità di una vocazione tempo e spazio non sono più mura o barriere: i gesti che si compiono e si offrono a Cristo morto e risorto “arrivano là dove sono destinati” realizzando subito una comunione irrealizzabile altrimenti. Non lo sai, ma tu, quanto più fai così, quanto più cresci in questo, tanto più sperimenti, vivi la tua esperienza di uomo in quest’ora come esperienza di signore, di intelligenza del destino del mondo, di amante del mondo. Vivi sempre più il tuo momento come affermazione amorosa del tutto; di fronte a tutto vivi un’esperienza che ti dà la signoria su tutto, partecipi della signoria di Cristo, come coscienza di te, di te in azione, di te in esperienza, esistente.
Non c’è alternativa tra Cristo risorto e la decadenza verso il nulla. Non c’è niente che possa eliminare la differenza tra la verità e la menzogna, l’adesione all’una o all’altra nelle nostre relazioni. Il rapporto più amato diventa eterno perché in esso traluce qualcosa che tu riconosci. Così abbracci ciò che ami con quel distacco che ti fa riconoscere il grande Altro, Cristo. Amo te come Cristo, amo Cristo come te, amo te in Cristo. Meraviglioso. Cristo è “risorto nella carne”, questa è la realtà, nelle cose così come sono. Non esiste più l’estraneo ma tutto appartiene a me, con quel sollievo che mi dà la percezione del punto di fuga che è in tutto e che raccorda tutto al Destino ultimo, al Mistero ultimo che si è rivelato: Cristo risorto. Da una cosa sola tutto, da una sola realtà tutto e questa cosa sola che tutto grida è ciò che parla anche in te, che coincide con l’attrattiva ultima che costituisce il tuo cuore. Tutto il mondo grida: “Amor, amore”. Tutto. Questo è ciò per cui ci alziamo tutte le mattine: è un orizzonte e un destinoè un vivere e un possedere perché si è posseduti. Noi siamo posseduti da Lui. Tutto parte da questo essere posseduti da Cristo risorto, “immersi nel grande Mistero”. La mattina ci è data per recuperare questa verità elementare, originale del nostro essere creature chiamate, elette. Apparteniamo alla generazione che Lo cerca …. Che cerca il Tuo Volto, Dio di Giacobbe. La nostra esistenza deve parlare di fronte al mondo.
Gioiosa Santa Pasqua nel Signore a Tutti voi
April 08 Il reale rinasce (3)Ciao ai miei carissimi amici e … lettori. Proseguo, per un intimo bisogno, questa lunga meditazione di Don Giussani sul Mistero di Cristo risorto e l’intimo legame di questo fatto con la nostra vita e i suoi significati. Troppo importante recuperare la consapevolezza e il senso della realtà, guardare e vivere la realtà illuminata dalla luce della fede, perché solo così si può continuare a vivere la speranza, ad accettare, se non capire, il “senso” della realtà.
Il reale rinasce (3)
Dopo aver parlato del Mistero della Risurrezione di Cristo dobbiamo chiederci cosa accade di fronte alla grazia che ci consente di immergerci in questo Mistero, cosa accade fondamentalmente, quando questa grazia ci rende credenti (affermazione amorosa del reale, affettività aperta a quello che vale). Ebbene, è la “luce”. Se riusciamo ad immaginare la notte, fonda e nerissima, senza stelle a romperne l’integrità e poi immaginiamo il sole, che fa sorgere il mondo dalle tenebre e lo definisce in ogni sua particolarità, possiamo dire che il mondo nasce in questa luce che si irradia; luce che irradia tutto il nostro vivere cioè tutto il nostro rapporto con il reale. (reale che nasce e si rigenera, continuamente). Ecco, come il Battesimo è il segno di questo “nascere di nuovo”, diverso, “nuova creatura” la Pasqua di Cristo ci fa rinascere nuovi, rinnovati nello Spirito nella luce del Signore risorto. Per “rinascere nella luce” l’essere umano (che è coscienza, intelligenza, affettività della realtà ma anche adesione e abbraccio, immersione nella realtà) deve caratterizzarsi. In sostanza, come si immerge nella realtà deve immergersi nel Mistero di Cristo risorto e, ciò che caratterizza l’io nuovo è la verità delle cose, la verità della realtà. È un’intelligenza della realtà nella sua verità, è un amore della realtà nella sua verità, un immergersi nella realtà come verità, nella verità come nella realtà. Il fatto è che noi siamo, purtroppo, inclini ad essere immersi in una falsità nell’intelligenza e nell’amore alla realtà. L’umiliazione di Croce patita da Cristo ha risollevato l’umanità dalla sua caduta, ha liberato gli uomini dall’oppressione della colpa e solo l’immergersi nel Mistero di Cristo risorto consente di vedere e amare l’altro nella sua verità, di camminare e collaborare con l’altro, insieme, nella verità. Così la preghiera che si leva a Dio è di una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall’oppressione della colpa, possiamo partecipare alla felicità eterna.
“Fa’ che passiamo dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova”. “O, Dio nostro Padre, questa partecipazione al mistero pasquale del Tuo Figlio ci liberi dai fermenti dell’antico peccato e ci trasformi in nuove creature. Tutti i tuoi figli, così, nati a nuova vita… liberi da ogni colpa, possiamo ereditare i beni da te promessi.”
I beni, cioè la realtà come ci è stata promessa nella sua fattura e purità originale, nella sua verità.
“Fa’ che accogliamo pienamente il dono della salvezza, perché liberi dall’oscurità del peccato, aderiamo sempre più alla tua parola di verità. ………. E poiché lo hai colmato della grazia di questi santi misteri, concedigli di passare dalla nativa fragilità umana alla vita nuova.”
Ecco, la vita di Cristo raffigura la nostra vita, con uno sbocco sorprendente: dall’originale fragilità umana alla vita nuova.
Continua
Benvenuto in riva.... al lago del mio cuore... L'aura....lieve,ti accarezzerà dolcemente l'anima... (SIATE GENTILI, NON LASCIATE CHAT, PER FAVORE)
|
Poeti per un giorno
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|